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26/08/11 15:19
AVVISO: PRENOTAZIONE ACCERTAMENTO DIAGNOSTICO DELLA CCSVI MEDIANTE ECO-COLORDOPPLER
A partire da lunedi' 29 agosto 2011, la prenotazione dell'esame diagnostico della CCSVI (insufficienza venosa cronica cerebrospinale) mediante eco-colordoppler dovra' essere effettuata chiamando direttamente l'Ospedale S. Camillo, piuttosto che il Centro Franca Martini.
Tutti i pazienti gia' in lista d'attesa per l'esame sono pregati di richiamare l'Ospedale S. Camillo per confermare il loro interesse all'ottenimento della prestazione diagnostica.
Il numero di telefono per nuove prenotazioni o conferma di vecchie prenotazioni e' quello del servizio di radiologia dell'Ospedale S. Camillo, ovvero:
0466 216102 - Sig.ra Stefania
http://www.sancamillo.com/radiologia_fisioterapia_completo.htm
Nota: Il suddetto provvedimento e' motivato dalla enorme quantita' di appuntamenti mancati o disdette tardive che stanno causando al Centro Franca Martini un disagio organizzativo non piu' sostenibile. |
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06/07/10 10:27
Il Centro Franca Martini al festival di Pergine Spettacolo Aperto
Dal 4 al 10 luglio: LA CITTA' DEI MATTI
- Spazio bambini - Siamo in molti a cui manca una rotella! Atelier per bambini che vogliono sperimentare la differenza
Condotto da artisti e utenti del Centro di riabilitazione Franca Martini A.T.S.M. Onlus di Trento
- TRANS-FORM-ACTION Artisti in cantiere, performance, art in progress. Oltre l'outsider
A cura di Daniela Rosi In collaborazione con l'Osservatorio Nazionale di Outsider Art operativo presso l'Accademia di belle Arti G.B. Cignaroli di Verona in convenzione con il Centro di riabilitazione Franca Martini A.T.S.M. Onlus di Trento.
http://www.perginepsa.it/calendario/elenco_we.asp?p=1&0 |
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05/07/10 23:34
Il Centro di riabilitazione Franca Martini di Trento interviene in merito alla proposta, in tema della malattia sclerosi multipla, fatta dal parte del consigliere provinciale Giorgio Lunelli
L' Adige - venerdi' 18 giugno 2010
TRENTO. Il Centro di riabilitazione Franca Martini di Trento interviene in merito alla proposta, in tema della malattia sclerosi multipla, fatta dal parte del consigliere provinciale Giorgio Lunelli che riteneva giusta la possibilita' di "allearsi" con l'equipe del professor Paolo Zamboni, direttore del centro malattie vascolari dell'universita' degli studi di Ferrara che ha individuato, come una delle possibili cause della malattia l'"insufficienza venosa cronica cerebro spinale".
"Evidentemente - ci dice il direttore del centro Mario Nicoletti - non si era a conoscenza della nostra attivita', ma noi gia' dal 2009 abbiamo preso dei contatti con il professor Zamboni perche' interessati dai suoi studi, e da circa tre mesi abbiamo acquistato l'ecocolordoppler transcranico, lo strumento importante per mettere poi in pratica le scoperte fatte. Ad oggi abbiamo fatto in via sperimentale una centinaio di test con richiesta che ci arrivano da tutta Italia".
La novita' di questi studi starebbe nell'aver individuato, come una delle possibili cause della malattia l'"insufficienza venosa cronica cerebro spinale" individuata anche con l' acronimo Ccsvi. "Questa sindrome e' dovuta ad una "strozzatura" delle vene del collo o quelle del cervello - ci spiega la dottoressa Rossella Siliotto del Centro Franca Martini - che provoca un ristagno di sangue venoso e il rallentamento nel ritorno al cuore.
Questo strozzatura provoca una fuoriuscita a livello cerebrale di ferro, di cui il sangue venoso e carico, provocando la creazione di una specie di placche di ferro fanno intervenire il nostro sistema immunitario ( i macrofagi) che elimina il ferro ma allo stesso tempo, trovandosi nella zona cerebrale, va ad eliminare anche la mielina che e' una guaina biancastra che circonda la maggior parte delle fibre nervose.
"La risonanza che abbiamo oggi - spiega la dottoressa Siliotto - non ci permetteva di vedere queste placche di ferro ma solamente quelle della demienalizzazione cioe' i punti della guaina biancastra che ricopre i nostri nervi, erroneamente attaccati dal sistema immunitario. Quello che vedevamo, in pratica, e' solo una conseguenza dei macrofagi ma non la vera causa della sclerosi multipla".
Ecco allora che gli studi portati avanti dal dottore Zamboni mirano a spiegare come, attraverso una ecografia con l'ecocolor doppler, si possano vedere nella persona i vasi venosi che bloccano il deflusso del sangue e quindi intervenire nel riaprire le vene in modo tale che non si verifichi un travaso di ferro e il danneggiamento.
"Questi studi - ha spiegato ancora la dottoressa Siliotto - sono di estrema importanza, e rappresentano uno stravolgimento per quanto riguarda l' intervento sulla malattia che fino ad oggi era stato farmacologico".
Trento quindi, risulta, con il Centro Franca Martini, uno dei pochi centri che in Italia stanno intervenendo sulla malattia della sclerosi multipla attraverso il metodo Zamboni e cioe' cercando le cause nell' insufficienza celebro-vascolare. Il centro e' alla ricerca di un radiologo interventista e di un chirurgo vascolare utili, dopo l' analisi con l'ecocolordoppler, per intervenire poi sulle vene chiuse.
Giuseppe Fin |
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05/07/10 23:21
Proposta di mozione presentata dal gruppo dell' Upt con Giorgio Lunelli - Una speranza per i malati di sclerosi multipla
Notizie dal Consiglio della Provincia Autonoma di Trento
Per la sclerosi multipla ancora non esiste terapia specifica, perche' non sono state ancora individuati i fattori scatenanti. In quest'ottica, pero', la ricerca intrapresa nel 2006 dall' equipe del prof. Paolo Zamboni, Direttore del Centro Malattie Vascolari dell'Universita' degli Studi di Ferrara, affiancato nel 2007 dal dott. Fabrizio Salvi, medico dell' Unita' di Neurologia dell' Ospedale Bellaria di Bologna, rappresenta un notevole passo avanti perche' ha portato all'individuazione come una delle possibili cause l'Insufficienza Venosa Cronica Cerebro Spinale, meglio nota come CCSVI. Dai risultati ottenuti dagli studi epidemiologici effettuati in Italia, negli Stati Uniti e in Europa, si evidenzia un'associazione di almeno il 90% tra le due patologie.
Considerato che gli Assessorati alla Salute di Sicilia, Veneto, Lombardia e Piemonte hanno gia' chiesto la disponibilita' del prof. Zamboni ad ospitare, presso la struttura da lui diretta, professionisti locali a cui trasferire le conoscenze e le pratiche della nuova terapia, il gruppo dell'Upt con primo firmatario Giorgio Lunelli, ha presentato la mozione (allegata) per proporre al Consiglio di impegnare la Giunta provinciale a:
- inserire l'ambito della Provincia autonoma di Trento nello studio terapeutico multicentro sull'Insufficienza Venosa Cronica Cerebro Spinale nella sclerosi multipla;
- avviare una collaborazione, con l' equipe del prof. Zamboni, che consenta ai nostri professionisti dell' Azienda sanitaria di essere formati, come nelle altre regioni, a queste nuove pratiche e ai nostri malati di sclerosi multipla di partecipare alla sperimentazione con la prospettiva di un miglioramento significativo delle loro condizioni di salute.
martedi' 15 giugno 2010
http://www.consiglio.provincia.tn.it/attualita/attualita.it.asp?ar_id=132527
testo della proposta di mozione
http://www.consiglio.provincia.tn.it/allegati_stampa/20100615145514.pdf
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03/06/10 21:38
Pergine Spettacolo Aperto
| Il Centro Franca Martini promuove una sezione di Pergine Spettacolo Aperto, il piu' antico festival di arte varia del Trentino: www.perginepsa.it |
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03/06/10 21:37
Congresso sulla Sindrome di Asperger
Si e' concluso con successo il congresso sulla Sindrome di Asperger che si e' tenuto dal 28 al 30 maggio alla Gran Guardia a Verona.
Oltre 600 partecipanti con specialisti italiani ed internazionali.
Il Centro Franca Martini ha portato il suo contributo, allestendo una mostra sulla Ricerca di Luigi Lineri, che adotta il metodo della reiterazione e costanza nel tempo. Oltre che essere uno degli aspetti della genialita' dei sogetti Asperger, la ripetizione e' anche il metodo di buona parte dell'arte contemporanea e qui se ne e' esposto un saggio.
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15/04/10 17:03
CCSVI E SCLEROSI MULTIPLA: ZAMBONI E SALVI IN CONVEGNO A VICENZA
Si e' tenuto a Vicenza il 23 gennaio 2010 un'importante convegno su CCSVI e SCLEROSI MULTIPLA organizzato dalla "Fondazione Smuovilavita" su CCSVI e Sclerosi Multipla. Determinante la presenza dei Dott. Paolo Zamboni e Fabrizio Salvi. Il Prof. Zamboni e' un ricercatore dell'Universita' di Ferrara, chirurgo vascolare e la sua ricerca ha messo in evidenza una novita' nello studio delle cause della Sclerosi Multipla. Lo studio ha messo in evidenza una correlazione fra la CCSVI e la possibilita' che chi ne soffre possa sviluppare la SM. La CCSVI (Insufficienza Venosa Cronica Cerebro Spinale) una malattia vascolare, e' presente con alte percentuali nei pazienti affetti da Sclerosi Multipla. La Sclerosi Multipla e' una grave patologia del sistema nervoso centrale, cronica e spesso progressivamente invalidante. Puo' presentarsi piu' o meno durante tutta la vita (dai 15 ai 50 anni) anche se l'incidenza maggiore e' nella fascia d'eta' tra i 20 e i 30 anni. Ogni anno si verificano 1800 nuovi casi. Il Prof. Zamboni ha dichiarato: "Questi malati hanno le vene cerebrali che non funzionano bene. La ragione e' che si sono ristrette. Un fatto che probabilmente era sfuggito, perche' non si trovano all'interno del cranio, ma all'esterno, nel collo e nel torace, molto piu' vicine al cuore che non al cervello. Ebbene: abbiamo scoperto che questo problema e' peculiare della sclerosi multipla". In pratica il cervello e il midollo spinale non riescono a drenare bene il sangue non ossigenato a causa di restringimenti delle vene cerebrali anche lontane dal cervello di tipo malformativo e quindi antecedente all'inizio della SM. Esiste una correlazione quasi totale fra le due patologie negli studi italiani confermati in buona parte da altri studi Europei e Statunitensi. Un'associazione del 90%. Il prof. Zamboni riferisce che per la cura della CCSVI ha sperimentato un trattamento "endovascolare": si tratta di un trattamento che non necessita di ricovero, di anestesia o di bisturi. Viene introdotto da un radiologo un catetere attraverso una puntura endovenosa e questo viene fatto navigare nelle vene del paziente. Raggiunte le vene bloccate viene inserito un palloncino che dilata il restringimento. In taluni casi possono essere necessari anche 2 sedute a distanza di qualche mese. Secondo il Prof. Zamboni la cura della CCSVI migliora il decorso della SM, riducendo il numero delle ricadute e influenzando positivamente la qualita' della vita. Addirittura nei pazienti con malattia progressiva il decorso si rallenta o si arresta. Visti i risultati positivi della ricerca e del trattamento, aumentano in modo esponenziale le richieste da parte di numerosi pazienti.
Fonte: www.sclerosi.org
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15/04/10 16:34
Sclerosi multipla: ora la speranza arriva da FERRARA
Il professore Zamboni sta portando avanti una terapia dai risultati incoraggianti: la cure per la Ccsvi (Insufficienza Venosa Cronica Cerebro Spinale) danno effetti positivi anche per la S. M. Viene da Ferrara l'ultima speranza per i malati di sclerosi multipla. Il Professore Paolo Zamboni, che insegna nel dipartimento di scienze chirurgiche, anestesiologiche e radiologiche, sta da tempo portando avanti una terapia dai risultati incoraggianti. La scoperta della relazione fra sclerosi multipla e l'insufficienza venosa cerebrospinale cronica ha infatti aperto la porta alla lotta contro la malattia degenerativa. La terapia sulla Ccsvi con un piccolo intervento che ripristina la normale funzione delle vene, da infatti risultati molto positivi sui pazienti affetti da sclerosi multipla. La fondazione Hilarescere (promossa dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Bologna) ha cosi' deciso di organizzare un convegno internazionale per discutere la scoperta e, soprattutto, le sue applicazioni cliniche.
La ricerca e' cominciata anni fa, quando il professor Zamboni e Fabrizio Salvi, neurologo dell'Ospedale Bellaria di Bologna, hanno notato che la Ccsvi ricorreva in tutti i malati di sclerosi multipla e che la relativa terapia endovascolare ( praticata ormai su centinaia di pazienti) mostra una riduzione del numero di ricadute di malattia, una netta riduzione del numero di lesioni attive cerebrali e spinali con un marcato miglioramento complessivo della qualita' della vita dei malati di sclerosi multipla. "L'intervento - ha spiegato Zamboni- e' minimamente invasivo, con un piccolo catetere che libera le vene ostruite attraverso dei piccoli palloncini, fino a ristabilire il calibro della vena. Una tecnica molto usata nella chirurgia endovascolare. E' un intervento che si fa in Day hospital e che da dei benefici immediati". Nel 2006, il professore Zamboni aveva gia' avuto l'onore di presentare i primi promettenti risultati della sua ricerca alla Royal Society of Medicine di Londra. Il professore aveva intuito i legami tra la Ccsvi e la sclerosi multipla gia nel 2002. Sono invece attualmente in corso degli studi per approfondire la relazione fra Ccsvi e sclerosi multipla, con collaborazioni internazionali che coinvolgono anche Universita Americane. L'auspicio dei promotori, e della fondazione Hilarescere che continua a sostenere le ricerche, e' quella di avere una casistica che dia una serie di riscontri tali da diffondere i protocolli della sperimentazione. Dando cosi una speranza, per quanto piccola, ai malati di sclerosi multipla.
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15/04/10 15:14
ALCUNE PERSONE SONO IN GRADO DI FARE I LORO PROPRI MIRACOLI
Leggendo vari articoli in merito alla scoperta del professor Zamboni, sono rimasta colpita nello scoprire che anch'egli e' stato toccato direttamente da questo problema. Sua moglie infatti e' affetta da sclerosi multipla. Non ho potuto fare a meno di pensare ad un'altra storia che ha dell'incredibile; la storia dei coniugi Odone che nel loro tentativo disperato di salvare la vita al loro figlio Lorenzo, si sono improvvisati scienziati riuscendo a mettere a punto il farmaco, noto oggi a tutto il mondo come l'OLIO DI LORENZO. Era il 1984 quando a Lorenzo, che allora era solo un bambino, venne diagnosticata la terribile malattia che avrebbe dovuto condurlo alla morte in pochi anni. Ma Augusto, economista, e Michaela, linguista, scomparsa nel 2000, non si arresero. Erano disposti a tutto pur di salvare la vita al loro figlio cui la scienza medica non dava alcuna speranza e, incredibilmente, ci riuscirono mettendo a punto il farmaco oggi noto in tutto il mondo come "olio di Lorenzo". Nel 1984 Lorenzo fu colpito dall' adrenoleucodistrofia (ALD) una malattia ereditaria rara. I dottori dissero che avrebbe perso tutte le sue funzioni e sarebbe morto in due o tre anni. Rifiutando di accettare questo verdetto i coniugi Odone si proposero di trovare un trattamento per l'ALD e di salvare loro figlio. Nell'incessante ricerca di un rimedio per la malattia, gli Odone si scontrarono con i dottori, gli scienziati e i gruppi di sostegno: essi erano scettici che due non addetti ai lavori potessero mettere a punto una terapia per l'ALD. Dopo aver consultato testi medici, rivisto gli esperimenti sugli animali e posto domande ai migliori dottori di tutto il mondo, gli Odone arrivarono alla soluzione in un momento di ispirazione. Essi commissionarono ad una azienda britannica uno speciale tipo di olio che normalizzava l'accumulo degli acidi grassi a lunga catena nel cervello, la caratteristica dell'ALD. Grazie a questa scoperta diversi ragazzi hanno seguito il trattamento con l'Olio di Lorenzo e si sono liberati da questa malattia. Augusto Odone e' stato insignito della laurea honoris causa in medicina per il suo lavoro pionieristico di ricerca e scoperta di un trattamento significativo per l'ALD. I coniugi Odone, in seguito, fondarono il Progetto Mielina con la speranza di trovare un modo di ricostruire la mielina, che nell'ALD e in altre malattie come la sclerosi multipla e' distrutta. Se questa sostanza vitale potra' essere ripristinata, i pazienti come Lorenzo potranno riacquistare le loro funzioni e ritornare ad una vita normale. Mi auguro che come e' accaduto ai coniugi Odone, l'amore per la moglie unito alle conoscenze scientifiche portino Zamboni e i suoi collaboratori a trovare al piu' presto "il loro olio di Lorenzo".
A cura di Marica Filippi
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15/04/10 14:27
UN CORPO DA ASCOLTARE - Un cammino attraverso la Malattia aprendosi alla vita
Questo e' il titolo, del nuovo libro, scritto dal Dott. Marco Gradassi che per un periodo di tempo, ha esercitato presso il nostro Centro F. Martini. Dopo un anno, bloccata da un ictus, che aveva capovolto il mio percorso di vita, in questa struttura, tra le persone che si sono prese cura del mio corpo, ne ho trovata una che mi ha fatto incontrare e conoscere la mia anima. Lui appunto. Ha ascoltato tutto quello che era immagazzinato in me e soltanto quando glielo ho chiesto, mi ha espresso la sua opinione e i suoi consigli. Ne ho fatto tesoro, ho imparato a riflettere, e pian piano ho gettato la zavorra che mi aveva imprigionato, mentre il mio corpo ne riceveva i benefici sciogliendo i nodi che lo legavano. Questo libro esce a piu' di due anni dal primo: "Le origini della malattia", che e' una guida all'auto-guarigione. Spiega la metamorfosi, ossia il cambiamento profondo che ci fa evolvere verso nuove conoscenze, ossia ri-conoscere quello che realmente siamo. Cosa impariamo mai, quando tutto va bene? Solo quando qualcuno o qualcosa viene a sbarrarci la strada, ci fermiamo a riflettere. Il Dottore ci invita a seguire quella che Lui chiama la regola D.A.D, che vuol dire: Desidera, Decidi, Agisci. Non possiamo limitarci a spegnere la lampadina rossa, con una pastiglia, quando in noi appaiono i problemi. Esaminandoci e cercando la causa della malattia, insieme ad un buon terapeuta, ci accorgiamo che in noi e' radicato il pensiero di aver sempre agito nel modo giusto, a volte sentendoci vittime e non autori del nostro disagio. Essere in vita, vuol dire percepire la scintilla divina che abbiamo in noi, che va scoperta, alimentata e fatta risplendere per indicarci la strada da percorrere. L'uomo appartiene al regno animale. L'animale alleva i suoi cuccioli e, dopo averli cresciuti ed istruiti, li lascia andare. L'uomo a volte non lo sa fare. Tiene al guinzaglio i figli gia' grandi o li mantiene sotto una campana pensando di proteggerli all'infinito. Diventare uomini non e' nemmeno arrivare ad una laurea, ne' accumulare beni per la vecchiaia. I nostri genitori e la societa' ci hanno dato quello che a loro volta avevano ricevuto e noi ci ritroviamo troppe volte nella paura e nell'insicurezza. Il nuovo libro, scritto come un romanzo, ci fa capire quante risorse ognuno di noi ha inconsapevolmente immagazzinate. Il protagonista si trova a tu per tu con il suo inconscio. Una voce piu' forte della sete che lo faceva soffrire gli dice: l'Eden non e' un dono, Il Paradiso va conquistato con la lotta e con le sfide che la vita ci pone. Ognuno ha il suo modo di agire e di re-agire. Sempre con lo stesso modo ripetitivo, finche' non impariamo ad osservarci all'interno di questi nostri rituali di vita, come se ci vedessimo su uno schermo, non da protagonisti ma da spettatori. Osservandoci, cominceremo a sorridere dei nostri condizionamenti e allora potremo fare una scelta consapevole: rimanere nel nostro binario, oppure, scelta questa piu' impertinente... cambiare binario. La sola difficolta' che incontriamo e' la mancanza di motivazioni a farlo o la mancanza di fiducia nel riuscirvi. Qualsiasi persona puo' arrivare a questo stato di consapevolezza, una volta che ne ha colto la potenzialita'. Dio non ha diviso gli esseri umani in categorie di serie A, B, C. Attraverso persone che ho incontrato sul mio cammino, dopo la malattia, anch'io ho potuto cambiare binario. Riporto una frase di Gandhi scritta nel libro: "vivi come se dovessi morire domani, impara come se dovessi vivere per sempre". Di mio aggiungo "per non dover tornare a fare esami di riparazione..." Ed anche questa frase di Wayne mi sembra un ottimo consiglio: "Quando ti viene detto che sei affetto da una malattia, puoi prepararti a guarire e non solo a soffrire".
A cura di Polesana Antonia
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21/11/07 14:32
Dichiarazione dei redditi - destina il tuo 5 per mille ad ATSM
Come noto, la Legge 27 dicembre 2006, n. 296 ha riproposto la possibilita' per i contribuenti di destinare una quota pari al 5 per mille dell'imposta sul reddito delle persone fisiche (IRPEF) alle Organizzazioni del terzo settore (ONLUS) In base alla citata norma, l'A.T.S.M.-ONLUS ha provveduto ad iscriversi all'apposito registro presso l'Agenzia delle Entrale per poter beneficiare di questa nuova forma di finanziamento.
Da parte di ogni contribuente, in sede di presentazione della propria dichiarazione dei redditi (mod. 730, UNICO, CUD), sara' sufficiente indicare nell'apposito spazio, il numero del Codic Fiscale della ONLUS cui si desidera destinare la percentuale di imposta suddetta.
Qui di seguito segnaliamo il Codice Fiscale dell'A.T.S.M.-O-.N.L.U.S. che confidiamo vorrete inserire nella Vostra dichiarazione:
96022060220
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04/07/07 16:12
benvenuti nel nuovo sito
| Da oggi potremo registrare ogni interessante notizia da diffondere a tutti i soci A.T.S.M. Percio' ogni utile informazione che ci farete pervenire diventera' materiale a disposizione di tutti. Grazie. |
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